Consigli enogastronomici

Il galateo della tavola

11 giugno 2008 - 00:00

Che cos’è il galateo? È un codice di comportamento legato ad un luogo ed a una cultura e che, conseguentemente, si è modificato nel corso del tempo. La certezza è che, come una lingua, continuerà a variare e subirà enormi mutamenti anche in futuro.
Il galateo legato alla tavola, quello che noi conosciamo e mettiamo in pratica, è la derivazione moderna di un immenso numero di regole che sono state codificate a partire dal secondo medioevo, nell’ambito della cucina di corte francese ed italiana, e che ha trovato definitiva diffusione con la grande cucina internazionale.
Nell’imparare un po’ di “teoria”, è bene ricordare che la corretta apparecchiatura per una cena formale è ben diversa da quella per una piacevole ed informale spaghettata – magari aspettando l’inizio della partita - così come l’aspetto estetico di una tavola ben apparecchiata non deve mai essere disgiunto da una certa praticità.
Partiamo dalle dimensioni del tavolo, che essere adeguato al numero di invitati. Sia l’essere troppo distanti, sia la vicinanza eccessiva possono creare situazioni di imbarazzo e complicare il servizio.
Scegliete sempre la tovaglia più adatta all’occasione, riservando alle occasioni speciali tovaglie d’ottima fattura e preferibilmente tinta unita.
Centrotavola e candele sono i benvenuti, ma entrambi non devono costituire un intralcio alla conversazione (no ai candelabri troppo alti) o arrecare fastidio con aromi troppo intensi che coprirebbero quelli delle vivande. Tutte le decorazioni creative non fanno altro che rendere ancora più piacevole il ritrovarsi attorno ad un tavolo, ma devono essere sempre di buon gusto.


Come si apparecchia?

Nelle occasioni formali è bene prevedere un sottopiatto, che rimane per tutta la durata del pasto, e sul quale si posiziona un piatto piano e la fondina. Nel caso di numerose portate sarebbe meglio avere a portata di mano un carrello o un piano d’appoggio per l’avvicendamento dei piatti. Le posate: il coltello alla destra del piatto, con la lama rivolta verso l’interno, affiancato dal cucchiaio; sulla sinistra le forchette, al massimo tre; in alto le posate da dessert, la forchettina con l’impugnatura a sinistra, il coltello o il cucchiaio con l’impugnatura a destra. Altre posate o posate speciali – come le forchette a 2 rebbi per le lumache o le pinze – possono essere portate in tavola un attimo prima di servire la pietanza per la quale sono indicate.
I bicchieri si trovano sempre sopra le posate di destra e non devono essere più di 4. Per l’acqua si utilizza sempre il più grande, che può essere anche più largo e basso (ad esempio un tumbler) rispetto ai calici da vino. I calici si dispongono a scalare, dal primo che si vuole riempire, e altri bicchieri possono essere portati in tavola solo nel momento in cui si rendono necessari, eliminando i superflui o quelli dai quali l’ospite ha già terminato di bere.
Sulla sinistra del piatto si può trovare anche la mezzaluna da insalata o il piattino per il pane.