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Consigli enogastronomici

Lafite

06 giugno 2008 - 09:43

Lafite

Un po’ di storia “en passant”.

I grandi vini sono sempre legati a storie affascinanti e, nei casi più rari e fortunati, si può dire che prendono parte della Storia come lo Château Lafite Rothschild.
Una signoria medievale di Lafite è attestata già nel XIV secolo e, seppure dovessero esserci già vigneti sulla proprietà, la reputazione di Lafite si struttura con i Ségur a partire dal XVII secolo. Jacques de Ségur fa impiantare il vigneto di Lafite tra il 1670 ed i primi anni della decade successiva. Nel 1695 il figlio Alexandre sposa l’erede di Château Latour; con il figlio Nicolas-Alexandre de Ségur le due signorie si riuniscono definitivamente e comincia la celebre storia viticola che nel corso dei secoli - nonostante crisi dinastiche, fortunosi cambi di gestione e calamità di varia natura - ha appassionato tanti estimatori.
A partire dal 1716, il marchese Nicolas-Alexandre de Ségur si impegna a consolidare la reputazione dei suoi vini, promuovendoli alla corte di Versailles e migliorando le tecniche vinicole. Si guadagna il soprannome di “principe delle vigne”, mentre il vino di Lafite conquista il titolo di “vino del re”, grazie soprattutto all’apprezzamento incondizionato del cardinale di Richelieu, al quale era stato prescritto del Lafite come tonico.
Alla vigilia della rivoluzione francese, Lafite era già al vertice della gerarchia viticola, al punto da stegare anche Thomas Jefferson, allora giovane ambasciatore americano a corte.
Un’altra tappa fonfamentale per Lafite fu l’acquisizione del castello da parte del Barone James de Rothschild, l’8 agosto 1868. Il Barone, capofamiglia del ramo francese dei Rothschild, muore 3 mesi dopo l’acquisto, lasciando la proprietà ai 3 figli Alphonse, Gustave e Edmond. Lo stesso anno, rimane memorabile anche per il prezzo eccezionale raggiunto dal vino (circa l’equivalente di 4.700 euro la tonnellata) e che costituisce un record per circa un secolo.
La fine del XIX secolo e la prima metà del XX sono segnati da calamità naturali e storiche che colpiscono duramente la proprietà e la produzione di Lafite.
I baroni di Rothschild riprendono possesso dello Château Lafite Rothschild alla fine del 1945; è il barone Elie che riorganizza completamente l’amministrazione della proprietà, così come diventa l’artefice della ricostituzione di un mercato di grandi vini di Bordeaux. A succedergli nella continua ricerca dell’eccellenza, che passa attraverso l’incessante ricerca tecnica e la cura dei vigneti, è il nipote Eric de Rothschild.
Dopo più di tre secoli di storia il vino di Château Lafite Rothschild, con i suoi sentori di mandorla e di violetta, non ha più bisogno di presentazioni.

Un vino di grande maturità

Il vigneto che produce lo Château Lafite Rothschild comprende 3 grandi zone: i pendii che circondano il castello, la piana di Carruades ad ovest e un terreno di 4,5 ettari nel vicino comune di Saint Estèphe, per un totale di 103 ettari di vigne. I terreni sono “graves”, mescolati a sabbie su un sottosuolo di calcari terziari, ben drenati e ben esposti; ospitano vitigni di Cabernet Sauvignon (71%), Merlot (25%), Cabernet Franc (3%) e Petit Verdot (1%). L’età media delle vigne è globalmente di 30 anni, ma le vigne che hanno meno di 10 anni non producono uva per lo Château Lafite Rothschild, mentre l’età media delle vigne adatte è di circa 40 anni. Inoltre, circa 18 ettari di vigne hanno più di 50 anni ed esiste una piccola porzione antica, chiamata « La Gravière », che è stata piantata nel 1886. La gestione della proprietà è portata avanti dal 1962 da una équipe unica che supervisiona Château Lafite Rothschild e Château Duhart-Milon, grazie alla contiguità delle due proprietà. Le tecniche utilizzate sono dunque identiche in entrambi gli “châteaux”: molto lavoro manuale, dalla raccolta all’imbottigliamento. La raccolta di ciascuna parcella è mantenuta separata per conservare il più possibile, in un primo tempo, l’identità del territorio sul quale le uve sono maturate.
A Lafite, tradizione e progresso tecnico di completano a vicenda. Le fermentazioni sono portate avanti in due tipi di tini : quelli tradizionali in legno di quercia e quelli in acciaio inossidabile con controllo automatico delle temperature. Alla fine della fermentazione alcolica avviene una prima degustazione dei vini di cuvée. Dopo la fermentazione malolattica il vino è messo in barrique lotto per lotto. In dicembre sono fatte numerose degustazioni da ciascuna botte, per garantire la più stretta selezione del vino adatto. L’assemblaggio avviene in marzo, seguito dall’invecchiamento per un periodo che va dai 18 ai 20 mesi. Durante questo periodo, si svolgono una serie di operazioni volte a far precipitare tutti i sedimenti e le sospensioni; infine, a giugno, il vino è pronto per essere imbottigliato.
Negli ultimi dieci anni, la produzione media dello Château Lafite Rothschild e del suo secondo vino, il Carruades de Lafite, è stata di 45.000 casse l’anno.

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