|
|
|
|---|---|
I vini consigliatiChâteau d’Yquem09 gennaio 2009 - 00:00
Nella cantina di Peck potete trovare vini unici che raccontano una grande storia enologica. Il Château d’Yquem Lur Saluces vanta quattro secoli di storia che ricordano da vicino una saga epica, ma gli avvenimenti più interessanti per gli appassionati di vino iniziano nel 1785, quando Françoise Joséphine de Sauvage d’Yquem sposò il conte de Lur Saluces, rimanendo presto vedova. La Contessa d’Yquem Lur Saluces prese in mano la proprietà e ammodernò la cantina, trasformandola in un vero business. Fu durante la sua conduzione, infatti, che si perfezionò la tecnica di raccolta delle uve in tempi differenziati, in modo da raccoglierle solo quando la muffa nobile ha agito adeguatamente. Alla sua morte, Françoise Joséphine lascio la proprietà al nipote Romain Bertrand e ottenne un riconoscimento postumo quando il Château d’Yquem fu classificato premier grand cru supérieur nel 1855.
Il Château d’Yquem è un vino unico grazie all’incredibile alchimia tra la Botrytis cinerea (che aggiunge complessità aromatica) e il terroir, uno dei pochi casi nell’enologia mondiale in cui la muffa nobile trasforma il vino in oro. Per produrre il Château d’Yquem si usano solo due varietà di uve bianche: il Sémillon (80%) che produce un vino ricco di corpo e struttura, e il Sauvignon Blanc (20%) che matura precocemente pur avendo un andamento meno affidabile e che contribuisce donando aromi e finezza. La vendemmia procede nello stesso modo da secoli: i raccoglitori si dividono in 4 gruppi che cercano i grappoli botritizzati che hanno raggiunto la massima concentrazione. I raccoglitori tornano nelle vigne più volte a seconda delle annate: ci sono in media 5 o 6 raccolti ogni annata, distribuiti in 6 settimane, ma in certi anni può accadere che siano più di 10 per poter selezionare le uve nel modo migliore. Il Château d’Yquem è molto longevo, nell’ordine di decine e decine di anni. Come tutti i grandi vini si trasforma nel tempo, sviluppando ulteriori aromi e profumi. Il suo colore cambia dal giallo brillante all’oro scuro con riflessi ambra e caramello e infine in mogano lucente. Ogni dieci anni circa, può accadere che la proprietà decida di non imbottigliare neppure una goccia di vino dell’annata, se la vendemmia non è stata soddisfacente. Nel XX secolo sono state perse 9 annate: 1910 1915, 1930, 1951, 1952, 1964, 1972, 1974, 1992. Degustare Château d’Yquem è un piacere impareggiabile. Per poterlo apprezzare pienamente, Peck suggerisce di conservarlo ad una temperatura mai inferiore ai 12°C e mai superiore ai 25°C. Château d’Yquem è un grande vino da trattare con rispetto, per non alterare le sue preziose qualità. Se mantenete Château d’Yquem ad una temperatura di 12°C, al momento di versarlo nel bicchiere raggiungerà rapidamente i 14°C, la temperatura perfetta per berlo. In alcuni casi è possibile che si possano notare dei sedimenti cristallini nella bottiglia: sono sali di tartrato e non pregiudicano minimamente la qualità del Château d’Yquem. Questo vino straordinario tradizionalmente è abbinato al foie gras, ma gli accostamenti possibili sono infiniti, dall’antipasto al dessert. Alexandre Dumas, ad esempio, lo prediligeva con le ostriche e sono numerosi gli estimatori di Château d’Yquem con il pesce. Per quanto riguarda l’ordine in cui servirlo, Château d’Yquem non presenta particolari difficoltà poiché la sua gradazione supera solitamente quella media di un vino rosso.
Articoli correlati
Prodotti correlati
|
|